CIRNECO DELL'ETNA
STANDARD FCI n.199 ENCI del 27-11-1987
 

Paese d'origine: Italia

Utilizzo: Caccia, in particolare al coniglio selvatico.

Classificazione: Gruppo 5 cani da caccia di tipo primitivo dall'1.1.95 la razza e' sottoposta a prova di lavoro.

Aspetto generale: Cane di tipo primitivo dalle forme eleganti e slanciate, di media taglia, poco ingombrante ma robusto e resistente. La conformazione e' quella del sub-
dolicomorfo costruito leggermente, con tronco che sta nel quadrato e con pelo
fine.

Proporzioni: Lunghezza del tronco uguale all'altezza al garrese (costruzione quadrata); altezza del torace leggermente inferiore all'altezza dal gomito a terra; rapporto tra la lunghezza della canna nasale e la lunghezza totale della testa; la canna nasale non raggiunge la meta' della lunghezza totale della testa (il muso sta al cranio come 8 a 10, ma sono maggiormente apprezzati i soggetti il cui muso raggiunge la lunghezza del cranio).

Comportamento e carattere:
Cane da caccia adatto a terreni aspri e specialmente indicato per la caccia al coniglio selvatico. Cane dotato di grande temperamento, e dolce ed affettuoso, nel contempo.

Testa: In senso longitudinale, forma ovaleggiante; gli assi cranio-facciali sono fra di
loro appena divergenti o paralleli. Il profilo superiore del cranio leggermente convesso quasi da apparire piatto, la larghezza bizigomatica del cranio non deve superare la meta della lunghezza totale della testa, arcate sopracciliari poco elevate, solco frontale poco sviluppato, cresta occipitale quasi nulla, protuberanza occipitale poco sviluppata.

Stop: Grado di accentuazione all'incirca 140°.

Regione facciale:
Tartuto: Di forma abbastanza rettangolare, piuttosto grande, colore in relazione al manto
(marrone piuttosto scuro, marrone chiaro, carnicino).
Muso: La lunghezza del muso raggiunge almeno l'80% della lunghezza del cranio, profondita' od altezza (misurata alla meta' del muso) raggiunge almeno la meta' della sua lunghezza del muso stesso, la larghezza (misurata alla meta del muso) e' inferiore alla meta' della sua lunghezza. Il  muso quindi, e' a punta con profilo della canna nasale rettilineo, il suo profilo laterale inferiore e' dato dalla mandibola.
Labbra: Fini, sottili e tese, ricoprono appena i denti della mandibola. La commessura
labiale e' appena visibile.
Mascella: Mascella di sviluppo normale anche se d'apparenza non robusta, mandibola poco
sviluppata con mento sfuggente. Incisivi impiantati posti verticalmente sulle mascelle e perfettamente allineati e combacianti fra di loro.
Guance: Piatte.
Denti: Chiusura a forbice e denti completi per sviluppo e numero.
Occhi: Occhi, apparentemente piuttosto piccoli, colore ambra e marrone o nocciola scuro; la loro posizione e' semilaterale; espressione dolce, rime palpebrali ovali con igmentazione uguale a quella del tartufo.
Orecchie: Inserite ben in alto e ravvicinate, portamento eretto e ben rigido ad apertura  anteriore, forma triangolare con punta stretta, non vanno amputate. La loro lunghezza non oltrepassa la meta' della lunghezza totale della testa.

Collo:
Profilo: Profilo superiore molto arcuato (convesso).
Lunghezza: Lungo quanto la testa.
Forma: Leggermente tronconico, muscoli appariscenti in special modo al suo margine
superiore.

Pelle: Pelle fine e tesa, molto aderente, assenza di giogaia
Tronco:Linea superiore rettilinea, che dal garrese scende bene verso la groppa.
Garrese: Elevato sulla linea dorsale, stretto per la convergenza della punta delle scapole, l'attacco del collo e armonioso, cioe' senza alcuna demarcazione.

Dorso: Profilo superiore rettilineo, muscoli senza grande sviluppo la lunghezza della
parte toracica, e' all'incirca tre volte la lunghezza della parte lombare e pressappoco un quinto dell'altezza al garrese e la sua larghezza si avvicina alla misura della sua lunghezza, muscoli corti e poco appariscenti ma sodi.

Groppa: Profilo superiore piuttosto piatto, la sua inclinazione e di circa 45° sull'orizzontale, quindi groppa scoscesa, secca e robusta, la sua lunghezza raggiunge all'incirca un terzo dell'altezza al garrese e la sua larghezza si avvicina come misura alla meta' della sua lunghezza, i muscoli della groppa non sono appariscenti.

Torace: La lunghezza del torace e' poco piu' della meta dell'altezza al garrese (circa 57%) e la sua larghezza (misurata nella parte piu' ampia del torace) e' poco meno di un terzo dell'altezza al garrese; il torace scende all'altezza del gomito o quasi senza pero'  ltrepassarlo; coste poco cerchiate, mai piatte; perimetro toracico che supera in misura l'altezza al garrese di circa un ottavo, petto piuttosto stretto.

Linea inferiore: Il profilo inferiore e' dato da una linea che rimonta in corrispondenza del
ventre, senza brusche demarcazioni. Ventre asciutto e retratto, fianchi pari in lunghezza alla regione renale.

Coda: Inserita in basso, di forma piuttosto grossa ed uniforme in tutta la sua lunghezza; lunga sino a raggiungere il garretto o leggermente oltrepassarlo, in riposo e' portata a scimitarra, in attenzione a tromba sul dorso; pelo raso.

Arti:
Arti anteriori: Nell'insieme l'appiombo visto di profilo evidenzia la verticale immaginaria
calata a terra dall'articolazione scapolo omerale, sino a toccare la punta delle dita, cosi' come la verticale immaginaria abbassata dall'articolazione omero radiale divide l'avambraccio ed il carpo in due parti quasi uguali uscendo a meta' del metacarpo.
L'appiombo visto di fronte deve mostrare la verticale immaginaria calata a terra dalla punta della spalla, che divide in due parti uguali l'avambraccio, il carpo, il metacarpo, il piede.
L'altezza di tutto l'arto anteriore sino al gomito e' di poco superiore alla meta' dell'altezza al garrese.
Spalle: La scapola deve avere la lunghezza di quasi un terzo dell'altezza al garrese ed
una inclinazione di 55° sull'orizzontale, le punte delle scapole sono ravvicinate, l'angolo scapolo omerale e' di 115/120°.
Braccio: La lunghezza del braccio e' la meta' dell'altezza dell'arto anteriore sino al
gomito, il braccio e' parallelo o quasi al piano meridiano del tronco, poco obliquo sull'orizzontale la muscolatura del braccio e' appariscente e netta.
Gomito: posizione a livello della linea sternale o posto al di sotto e parallelo al
piano mediano del tronco, angolo omero radiale 150° circa.
Avambraccio: La lunghezza dell'avambraccio e' uguale ad un terzo dell'altezza al garrese, la sua direzione e' perpendicolare al terreno, scanalatura carpio-cubitale evidente, ossatura leggera ma solida.
Carpo: Segue la linea retta dell'avambraccio, osso pisiforme ben sporgente.
Metacarpo: La lunghezza del metacarpo non deve essere inferiore al sesto dell'altezza di
tutto l'arto anteriore sino al gomito, largo piu' del carpo ma piatto e secco, il metacarpo e' leggermente inclinato dall'indietro all'avanti, ossatura piatta e secca.
Piede: Di forma ovale, da lepre, a dita ben unite fra di loro ed arcuate, unghie forti e ricurve di colore marrone o carnicino-rosa tendente al marrone, mai nere, suole dure e pigmentate del colore di quello delle unghie.
Arti posteriori: Nell'insieme l'appiombo visto di profilo evidenzia la verticale immaginaria
calata a terra dalla punta della natica sino a toccare la punta delle dita o quasi; l'appiombo visto da dietro evidenzia la verticale immaginaria, calata a terra dalla punta della natica e che divide in due parti uguali la punta del garretto, metatarso e piede. La lunghezza totale dell'arto posteriore all'incirca il 93% dell'altezza al garrese.
Coscia: Lunga e larga. La sua lunghezza e' un terzo dell'altezza al garrese, muscoli piatti con margine posteriore della coscia poco convesso, la larghezza della coscia (faccia esterna) e' pari ai 3/4 della sua lunghezza; l'angolo ileofemorale e' di circa 115°.
Gamba: Lunghezza di poco inferiore a quella della coscia, la gamba e' inclinata di 55°  sull'orizzontale. I muscoli che la ricoprono sono asciutti e ben divisi, ossatura leggera, scanalatura gambale ben marcata.
Ginocchio: Il ginocchio deve trovarsi sulla verticale calata dalla punta della natica a
terra; l'angolo femoro-tibiale e' di circa 120°.
Garretto: La distanza della pianta del piede alla punta del garretto non oltrepassa il 27%
dell'altezza al garrese, la sua faccia esterna e' larga, angolo tibio-tarsico circa 135°.
Metatarso: La sua lunghezza e' uguale al terzo della lunghezza dell'arto anteriore al gomito, e' di forma cilindrica e la sua posizione e' verticale cioe' perpendicolare al terreno, assenza di speroni.
Piedi: Leggermente ovale e con tutte le caratteristiche di quello anteriore.

Andatura: Galoppo anche con tempi di trotto.

Pelle:Fine, ben aderente agli strati sottostanti in ogni regione del corpo. Il pigmento varia col variare delle macchie del mantello. Le mucose e la pelle del tartufo sono dei colori descritti per il tartufo e non debbono mai presentare macchie nere n essere depigmentate.

Mantello:
Pelo: Pelo raso sulla testa, sulle orecchie e sugli arti, semilungo (cm.3 circa) ma ben liscio ed aderente alla cute sul tronco ed alla coda, tessitura vitrea.
Colore: a)  fulvo unicolore piu' o meno intenso o diluito, come isabella sabbia, ecc.;
b)  fulvo e bianco nelle sue gradazioni (lista bianca in testa, lista bianca al petto, piedi bianchi, punta della coda bianca, ventre bianco), (meno apprezzato il collare bianco); ammesso il manto fulvo frammisto di peli piu' chiari e piu' scuri.

Taglia e peso
Altezza al garrese
Maschi: da 46 a 50 cm. Tolleranza massima 52 cm.
Femmine: da 42 a 46 cm. Tolleranza massima 50 cm.
Peso
Maschi: da 10 a 12 Kg.
Femmine: da 8 a 10 Kg.

I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

Difetti:
Ogni deviazione delle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravita' e diffusione.

Difetti eliminatori:
Convergenza degli assi cranio-facciali, canna nasale concava, prognatismo accentuato, pigmentazione nera anche parziale, orecchio totalmente pendente o a pipistrello, unghie nere, cuscinetti plantari e digitali neri, coda arrotolata sul dorso, unicolori marrone o fegato, macchie nere, macchie marroni, presenza di peli neri o marrone, altezza inferiore ai due centimetri rispetto al minimo previsto o superiore ai 52 cm. Nei maschi ed ai 50 nelle femmine; mantello tigrato, mucose nere.
Difetti da squalica:
Enognatismo, monorchidismo, criptorchidismo. depigmentazione totale, occhio
gazzuolo.
 

STANDARD DI LAVORO
(In vigore dal 1.1.1995)

Il cirneco dell'Etna e' una razza recentemente classificata fra i "Cani primitivi" ed inserita nel 5° gruppo. La sua vocazione venatoria e' il coniglio selvatico.

La cerca:L'esplorazione e' inframmezzata da tempi di trotto sciolto o galoppo leggero a tempi di passo brioso in relazione alle asperita' del terreno.
La ricerca della emanazione e' sempre meticolosa, dettagliata, attenta e riflessiva.
Queste caratteristiche diventano peculiari nella "sciara" delle zone vulcaniche. L'ispezione dev'essere, ovunque e sempre, minuziosa ed incisiva.
Il metodo: quando il cirneco ha la percezione della presenza del selvatico, scatta e si
dirige rapido, naso fedele all'emanazione, verso la provenienza dell'usta lasciata impressa sul terreno dal coniglio al suo passaggio; accortosi pero' che l'emanazione svanisce o si attenua e che comunque non porta al selvatico, si ricompone nel suo atteggiamento di "cerca" e continua ad esplorare il terreno.
Se, invece, procedendo sulla passata si rende conto che questa porta al selvatico, continua con lo stesso atteggiamento di massimo impegno seguendo ed interpretando con sollecita prontezza la qualita' dell'usta per giungere al selvatico.
La sua espressivita' si fa piu' concreta e l'azione aumenta d'impeto man mano che la distanza del coniglio diminuisce.
Nell'ultimo brevissimo tratto il Cirneco inizia a dare anche qualche scagno saltuario, acuto, che via via diventa piu' frequente, quasi a divenire rabbioso quando presume d'essere al "forte" o al giusto cunicolo d'ingresso del selvatico.
Qui il Cirneco s'impegna in tentativi di scavo con arti anteriori, annusa con violente inspirazioni all'interno del buco, sbuffa sonoro e gli scagni si trasformano in latrati vivi, vibranti, categorici; per diventare a tratti smorzati, lamentevoli, permeati di rabbia da impotenza, mentre insiste nei tentativi di scavo.
La voce riprende sonora e vibrante per denunciare che il coniglio si muove e si sposta all'interno della tana.
A questo punto entra in azione il furetto: il cane deve rispettare il mustelide, deve sospendere gli scagni e farsi da parte, in assoluto silenzio, magari acciambellandosi con apparente distacco, in effetti con sorniona e viva attenzione per quanto sta per accadere.  Nel caso di cirnechi particolarmente nervosi e' tollerato legarli in disparte.
Quando durante la cerca il Cirneco s'imbatte in un'emanazione intensa che lo porta al selvatico acquattato in giaciglio lontano dal "forte", sia esso in cespuglio o a ridosso di una pietra, alla base di un muretto, ai margini di un rovo, sotto poche pietre, o in qualsiasi altro sito non sotterraneo, il suo comportamento e' identico a quello gi... descritto per l'ultimo tratto dell'approssimarsi al "forte".
Nei cespugli intricati ed impenetrabili per giungere al coniglio il Cirneco addenta e strappa con determinazione rami, rovi e spinale, dimostrando cosi' coraggio e decisione.
Se viene a trovarsi improvvisamente a ridosso del selvatico in giaciglio, il Cirneco scattera' forzando il covo e costringendo il selvatico alla fuga.
Alcuni soggetti in circostanze di questo genere esprimono atteggiamento di punta, piu' o meno prolungato ed espressivo. Questo atteggiamento va tenuto in somma considerazione dal giudice.
Sul covo caldo di coniglio, partito di soppiatto, e' consentito un breve indugiare, senza insistenza n voce. Il cane dovra' pero' rilevare l'emanazione e risalirla speditamente e con fedelta' alla traccia. Se scovato in una delle condizioni prese in esame, il coniglio, in breve, avra' guadagnato un "forte" o un cunicolo di varia natura che presenti caratteristiche di notevole sicurezza; il cane, allora, deve ripartire, riprendere l'emanazione e risalirla senza tentennamenti, distrazioni od errori, fino al nuovo ricovero del roditore.
E' questa l'unica seguita del Cirneco, prerogativa tanto ambita ed indispensabile sia nelle "sciare", sia nei cespugliati, sia in terreno spoglio.

Lo stile: Il portamento di testa del Cirneco e' quello di un cane che cerca l'emanazione a terra, quindi con muso non molto discosto dal terreno.
La coda portata a grande arco sopra la linea dorsale, a tratti si distende e segna con lieve dimenio le fasi della cerca.
Le orecchie alternano alla erezione massima nei momenti di sospetto un certo abbassamento sulla nuca nei momenti di impegno motorio, ma di modesta tensione percettiva. Comunque le orecchie mai devono essere rilassate.
Quando durante la cerca il Cirneco ha la percezione della presenza del selvatico erige immediatamente le orecchie, si contrae fino ad evidenziare enormemente la sua massa muscolare, distende contemporaneamente la coda abbassandola fin quasi all'orizzontale e dimenandola lateralmente con impeto frenetico.
Lo stile e' una armonica fusione di qualita' fisiche, psichiche e fisiologiche, pertanto anche il timbro della voce nonche' l'eleganza e la tipicita' dell'andatura concorrono alla valutazione delle salienti caratteristiche di razza.

Criteri di valutazione: Il riporto non e' prerogativa peculiare della razza. Qualche soggetto la esplica in maniera esemplare; qualche altro si esibisce in recupero a distanza di grande effetto venatorio; i piu' si limitano ad addentare il coniglio per scaricarsi, poi lo abbandonano. Ognuno di questi comportamenti e' accettabile e non determinante nella valutazione, ma costituisce nota di merito.


copyright;1997 S.Arnetoli, toarneto@hesp.it 
courtesy of Elena
 
last update 26-10-97